Operaio in sciopero (io)

Operaio in sciopero (io)
Bologna 27/01/2011

Gli articoli scritti su l'Unità, e sul Mercurio!

sabato 20 giugno 2009

Auguri.

Per il mio amico AUGUSTO, che è una persona speciale AUGURONI per altri cento anni!

venerdì 19 giugno 2009

COSA NON FARE MAI SUL LAVORO!

Oggi ho litigato pesantemente con il capo!
Motivo:uno dei tanti cagnacci , che non mancano mai nella aziende(e come potrebberò mancare, quelli che campano sulle balle che raccontano al capo)perchè uno di questi personaggi appunto ,è andato a dire al capo, che un ragazzo che lavoa nel mio reparto, non fa altro che chiacchierare, cosa peraltro non vera, perchè se c'è qualcuno che sta sempre con il naso nel suo banco , è proprio stò ragazzo.
Quindi mi sono venuti i 5 minuti appena mattina, sono andato dal capo, e con tutta la crisi che c'è, li ho fatto una scenata, che la metà li è bastato ed avvanzato!
Visto che io cerco solo di fare il mio lavoro senza mai dare fastidio a nessuno, non mi sembrava giusto che, uno che fa solo del suo meglio (il caso anche del ragazzo in questione)deve anche essere rippreso per le malelingue che non si fanno mai i loro affari, perchè senza i pettegolezzi da andare a dire al capo ogni santo giorno questa gente non sa stare.
Che schifo!!!!!!!!!......mi viene il vomito quando la gente usa questi metodi per portare a casa lo stipendio!

giovedì 18 giugno 2009

Appello al voto!!!!!!!!!!!!

Domenica 21 e lunedì 22 giugno , con il referendum, tutti gli italiani possono votare per abrogare la legge elettorale.
Votando sì, ognuno di noi può cambiare una legge che è stata definita “una porcata” proprio da chi l’ha scritta.

La destra ha fatto una legge che toglie ai cittadini il potere di scegliere i parlamentari. Infatti, da allora, chi siede in Parlamento è nominato dalle segreterie di partito.
E’ evidente a tutti: se un parlamentare viene nominato dal capo, sarà più facile che obbedisca agli ordini di scuderia, piuttosto che lavorare in autonomia ed in piena coscienza nell’interesse dei cittadini.
Se, invece, agli italiani verrà restituito il potere di scegliere i propri rappresentanti in parlamento, sarà più facile che questi rispondano ai propri elettori, invece che al capo di turno.
Per questo, questa legge porcata fa male alla nostra democrazia, al nostro paese, agli italiani.

Questo referendum non riguarda il mondo politico. Non riguarda giochi di potere, accordi di palazzo, o scontro tra schieramenti politici. Questo referendum riguarda i cittadini. Perché le regole elettorali sono quelle che aumentano o diminuiscono il potere che i cittadini hanno sulla politica, sul Parlamento, su chi governa. Le regole elettorali sono lo strumento fondamentale della democrazia. Se non funzionano le regole elettorali, non funziona la democrazia.

Per questo, noi del Partito Democratico a quella legge porcata ci siamo opposti. Abbiamo fatto tutto ciò che abbiamo potuto, dopo la sua approvazione, per cambiarla. La destra che l’ha scritta, che l’ha voluta, che l’ha votata e che governa grazie a quella legge, di certo non farà nulla per cambiarla.

A loro va bene nominare i parlamentari, perché così avranno un Parlamento più obbediente, che continuerà a rispondere al capo e non ai cittadini.
Noi invece pensiamo che la politica debba essere trasparente.


Noi pensiamo che il Parlamento debba lavorare nell’interesse dei cittadini, e non di chi comanda.
A loro va bene truffare gli elettori con candidati finti, che chiedono il voto per sé in tutto il paese, per poi far eleggere al proprio posto persone che gli elettori non hanno mai visto.

Noi invece pensiamo che chi si candida debba stringere un patto di fiducia e di trasparenza con gli elettori. Pensiamo che chi viene eletto debba onorare gli impegni presi, e rendere conto ai cittadini.

Noi siamo per la democrazia, per la trasparenza, perché la politica non sia esercizio del potere ma servizio alla comunità. Per questo noi siamo contro questa legge porcata, ed al referendum voteremo si per cambiarla.

La destra dice che cambierà la legge porcata in Parlamento. Non lo hanno fatto in questo anno di governo, e non lo faranno nei prossimi anni. A meno che tu, con il tuo si al referendum, non li costringa a farlo.

Domenica 21 e lunedì 22 giugno il potere torna ai cittadini. Possiamo votare per cambiare la legge porcata, per riprendere il controllo su una politica che non ascolta la voce degli cittadini, che non da’ risposte ai loro problemi, che non rende conto a nessuno, se non a se stessa.

Gli italiani già nel 1993 hanno fatto sentire la loro voce, con il loro voto al Referendum, chiedendo alla politica di cambiare. Possiamo farlo ancora.
Domenica 21 e lunedì 22 giugno, usa il tuo potere, per cambiare. Al referendum, vota si.

mercoledì 17 giugno 2009

Il silenzio della chiesa!

Chissà perchè, mentre B, ne combina di ogni, in perfetto controsenso, rispetto alla direzione in cui predica la Chiesa, nessuno degli alti prelati si sia sognato di dicchiarare, che quest'uomo non ha nulla a che vedere con la morale cristiana.
E' una domanda che mi faccio da qualche tempo, ma a cui non trovo una risposta.
Se questo dovesse accadere ad una persona normale, sarebberò pronti a scomunicare chiunque, perchè trattassi di depravazione vera e propria, ma Lui no, perchè?
Signori che reggette le redini della Chiesa, qui chi tace acconsente!!!!

martedì 16 giugno 2009

In(giustizia)sociale.

Mentre stò lavorando, ad una temperatura tropicale(visto che saldare di questi tempi,è durissimo), quindi con il naso dentro la maschera ad una temperatura tropicale, penso e mi chiedo: Ma è mai possibile che uno che fa un lavoro come il mio, debba fare 40 anni di lavoro(non credo che sia possibile, nel senso che penso che lasceremo prima per impossibilità di lavorare, sopratutto fisica)per prendere una pensione che non mi basterà a fare una vecchiaia dignitosa, mentre ci sono delle persone che si arrogano il diritto di decidere con quanto al mese devo vivere io e la mia famiglia, e queste persone , apparte il fatto che non lasciano mai il lavoro finchè non impossibilitati (non fisicamente, perchè non hanno mai fatto una mazza) che prendono una mareea di soldi.
Avrete capito di chi parlo (politici ,e personaggi che orbitano intorno alla politica ).
Ora mi chiedo se , non sarebbe ora che venisserò appiatitte tutte la categorie dei lavoratori, almeno per quanto riguarda la pensione!
Non sarebbe meglio che la pensione fosse inversalmente proporzionale allo stipendio che uno ha preso, almeno da una certa cifra in sù!
Chessò, chi prende fino a duemila euro di stipendio, che prenda la pensione per l'80% dello stipendio, ma da qui andare in sù, più ne prende di stipendio, meno dovrebbe prendere di pensione, altrimenti ci sarà sempre una disugualianza, che nel tempo è diventata tele che grida giustizia da tutti i pori.
Lo so,qualcuno mi dirà che ha versato i contributi , maggiori , per cui gli tocca la pensione in base ai contributi versati, ma non dimmentichiamo che i contributi li ha versati sempre con i soldi sotratti alla comunità (il caso dei politici) perchè le leggi le hanno fatte loro.
Poi , per quale motivo uno che fa due anni sei mesi ed un giorno di una legislatura , ha il diritto alla pensione?
E' ora che si vergognino, è ora che l'età del pensionamento vada rialzata anche per i politici (ma sopratutto che si guadagnino la pensione dimostrando quanto lavoro hanno fatto per la Comunità) e non perchè hanno scaldato gli scranni del Parlamento !!!
Io sono imbuffalito, e penso di interprettare il pensiero di molti poveracci come me,che magari la pensione non arrivano neanche a prenderla, causa deterioramento fisico , molto prima della fatidica data!
Bastaaaaaa!!!!!!!

Articolo di Concita de Gregorio.

Gli amici se ne vanno

Naturalmente non c'è nessun complotto ai danni di Berlusconi. Non da parte della sinistra, come in modo piuttosto patetico il presidente del Consiglio vorrebbe far credere: sarebbe il primo caso al mondo di autogolpe, scriveva ieri Giovanni Maria Bellu, il presunto complotto essendo costituito dai comportamenti del premier medesimo. Caso Mills e corruzione eletta a sistema, voli di Stato e uso privato di beni pubblici, Noemigate - farfalline e minorenni - denunciato per primi dalla Fondazione Farefuturo di Fini e dalla moglie della vittima. Sono fatti. Quel che disturba Berlusconi è che ci sia qualcuno che li riferisce: «Io li rovino», ha detto qualche settimana fa ai suoi riuniti a palazzo Grazioli. Intendeva giornali e giornalisti. Sabato ha iniziato l'opera: ha chiamato l'industria italiana a non comprare pubblicità sui media (pochi) che non dipendono da lui. Pensa di rovinarli così, togliendo i soldi. È un sistema. Nella sua logica deve sembrargli l'unico: pagare o non pagare, questo è tutto. Non c'è nessun complotto, ovviamente, nemmeno da parte della destra come in modo altrettanto patetico i giornali e le tv che invece dipendono da lui (molti, quasi tutti) ieri cercavano di illustrare: non c'è un Bruto pronto ad accoltellarlo. È tutto molto più semplice. Silvio Berlusconi, lo abbiamo scritto il giorno del voto, ha perso le elezioni. La destra (in specie la Lega) le ha vinte, lui le ha perse: ha perso il plebiscito che si aspettava, quattro milioni di voti e sono stati meno di tre, il 45 per cento ed è stato il 35. Una sconfitta personale che era nell'aria da settimane. I nostri lettori ricorderanno che il 2 giugno, all'indomani del grande ricevimento al Quirinale, titolammo questa pagina «Assediato da se stesso»: al Colle uomini solitamente a lui vicini (ex alleati e attuali sottosegretari, signori dell'Opus Dei e centristi, ministri e imprenditori di gran nome) parlavano di una possibile sua sostituzione, al governo, all'indomani del voto. Perché i cattolici lo hanno abbandonato, perché Fini gli è ostile, perché la Lega è più forte. Per ragioni personali, anche: perché non sta bene, perché la passione per le ragazze occupa troppo del suo tempo. Dunque Letta, si diceva e si dice.
Letta che da molte settimane non si vede e tace. Letta o chiunque altro abbia la forza e il consenso necessario per fare da solo le riforme. Questo teme e sente Berlusconi: che gli suggeriscano di lasciar fare ad altri. Si infuria, allora: non è uomo capace di accettare sereno la quarta età privata e politica, l'idea di arretrare deve sembrargli una provocazione e un agguato. Piuttosto fa da solo e fa prima: fa subito. Così si capisce meglio cosa intenda Massimo D'Alema quando dice che potrebbe esserci «una scossa», un salto di qualità nella deriva autoritaria. Potrebbe farsi corrompere dal desiderio di mostrare il suo ultimo sussulto di vigore: battere il pugno adesso. Ci sono pessimi segnali, del resto: certe inchieste proseguono, i suoi plenipotenziari nel mirino, denunce in cammino che nemmeno Ghedini riesce a fermare. Allora serve un'opposizione pronta a fare la sua parte: vigile forte e reattiva, D'Alema ha ragione. Non distratta dalla battaglia precongressuale, per esempio. Un incoraggiamento a Franceschini, diciamo.

lunedì 15 giugno 2009

Per Augusto.

Ogni tanto mi tocca scrivere un messaggio ,che è di ringraziamento al mio amico Augusto,che mi dà una grande mano,a rimettere in ordine il blog(dopo che io riesco a pasticciare abbastanza)
Dunque Augusto,non arrossire,è una cosa che mi viene spontanea.
Un salutone Nicola (il pasticcione)

ECCO,COSA PREVEDONO I TRE QUESITI REFFERENDARI.


Sono 3 i quesiti referendari ai quali dovranno rispondere i cittadini, proposti su moduli verdi, bianchi e rossi.


Il primo e il secondo quesito prevedono premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento. Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. È attribuito alla "singola lista" o alla "coalizione di liste" che ottiene il maggior numero di voti. Il primo e il secondo quesito - che valgono, rispettivamente, per la Camera dei Deputati (scheda verde) e per il Senato (scheda bianca) si propongono l'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è che abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento: per ottenere rappresentanza parlamentare le liste devono raggiungere un consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. Dunque la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio. Le liste minori devono superare lo sbarramento.

Il terzo quesito riguarda l'abrogazione delle candidature plurime in più di una circoscrizione per uno stresso candidato. L'eletto in più circoscrizioni con l'attuale legge decide il destino di tutti gli altri candidati, la cui elezione dipende dal fatto che, scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri. Attualmente circa un terzo dei parlamentari sono stati eletti in questo modo. Per spiegare l'attuale meccanismo se il candidato X eletto in più liste sceglie per sé il seggio "A" favorisce l'elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione "B"; se sceglie il seggio "B" favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione "A". Con l'approvazione del terzo quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.


domenica 14 giugno 2009

Refferendum.

Come al solito con la vicinanza della data del refferendum,che coincide questa volta con la seconda tornata ellettorale(i ballottaggi)si sentono tante voci discordanti;chi dice che c'è da votare si,chi dice votate no,chi dice che meglio astenersi.
Io vorrei sentire per una volta soltanto,TUTTA ,la politica dire chiaro e forte ,che al voto ci devono andare tutti,che il voto è sempre un diritto/dovere,e che i cittadini tutti,dovrebbero sempre esplettarlo,indiferentemente dei questiti che ci vengono posti.
Un'altro dubbio che mi assale,è quello su cosa votare,ma soprattuto come votare!
Io vorrei solo che avessimo la possibilità di andare al voto,esprimerlo con le preferenze,non con le liste chiuse come ultimamente abbiamo fatto,senza sapere chi andava in Parlamento a rappresentarci.
Perchè è cosi difficile capire per i politici,che la Democrazia possa dirsi compiuta,solo quando davvero i cittadini possono votare ,quei rappresentanti che meglio portano avanti le loro istanze,e che invece ,gli stessi cittadini sono stanchi di essere solo uno strumento in mano al potere,da manneggire a seconda delle loro rivendicazioni(che non sono mai le rivendicazioni di chi a votare ci va,o che comunque non sempre concordano con il pensiero dei più).

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