Operaio in sciopero (io)

Operaio in sciopero (io)
Bologna 27/01/2011

Gli articoli scritti su l'Unità, e sul Mercurio!

domenica 13 giugno 2010

HAnno deciso di eliminare ISPESL, ed accorparla con l'INAIL!Sapete di cosa si occupa ISPESL,tra le tante cose anche di verifiche sulle Gru!

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.

Ancora morti sul lavoro!

Ancora morti sul lavoro: due operai, Renzo Di Biase, 50 anni, e Luigi Ruggeri, 55, sono rimasti schiacciati dal crollo di una gru in un cantiere a Itri, in provincia di Latina. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio, intorno alle 17, in un cantiere edile di una ditta che lavorava alla ristrutturazione di un palazzo, nel centro della cittadina pontina. Secondo una prima ricostruzione i due operai si trovavano sul cestello mobile di una gru e stavano lavorando al rifacimento della facciata dell'edificio quando, per cause ancora in corso di accertamento, il cestello si è staccato precipitando a terra e schiacciando i due uomini che sono morti sul colpo. Sul luogo dell'incidente sono intervenute le forze dell' ordine, insieme ai vigili del fuoco di Latina e Terracina ed alle ambulanze del 118. L'area è stata transennata.

Momenti di tensione da parte di alcuni parenti giunti sul posto dopo aver appreso del tragico infortunio. Il cantiere è stato attualmente sequestrato per consentire i rilievi e la ricostruzione della dinamica. Sempre oggi, nel Pontino, a Formia, un operaio di 55 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere caduto da circa 7 metri, in un cantiere. L'uomo è stato trasportato in codice rosso in ospedale. Il 3 marzo scorso simile sorte dei due operai morti oggi era toccata a un operaio schiacciato da un escavatore mentre stava lavorando in un cantiere stradale per la messa in sicurezza della Pontina, a Latina. L'uomo era stato travolto dal mezzo che stava facendo retromarcia. Nell'aprile scorso, invece, un uomo di 74 anni, Alfredo Cannavale, era morto dopo essere caduto da un'impalcatura in un cantiere edile di Formia. L'uomo, titolare della ditta che stava eseguendo dei lavori edili in un palazzo.
Dal Unità!
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.

RAI: le retribuzioni dei "disutili" - Prossima fermata: campagna per la disdetta del canone.

Da 1,2 milioni di euro di Vespa ai 400 mila di Pupo, ai 600 mila di Cappon, stipendiato per non lavorare
(di Emiliano Fittipaldi - l'Espresso)
Tafanus PREMESSA: in attesa che la RAI, nel quadro dell'operazione "trasparenza", sempre preannunciata e mai attuata, metta nei titoli di coda le retribuzioni di conduttori e "ospiti", un'idea del Paese di Bengodi ce la offre questo articolo de L'Espresso in edicola. In un periodo in cui lo Stato chiede a bidelli e uscieri del comune di stare fermi quattro anni coi loro stipendi, in genere alquanto miseri, certe cifre pagate ad imbecilli, disutili nella migliore delle ipotesi, dannosi nella norma, non basta più parlare di boicottare gli ascolti. Tanto, se non hai a casa la macchinetta dell'Auditel, dei tuoi non-ascolti non si accorge nessuno. Bisogna toccarli nelle tasche, Dobbiamo disdire il canone. Dobbiamo pretendere, al limite, che la RAI si trasformi in pay-tv: se voglio vedere Fazio o la Gabanelli, pago per Fazio e per la Gabanelli.

E' immorale che il mio canone serva anche a dare 100 milioni al mese "del vecchio conio " a Cappon, tenuto in RAI a non fare un cazzo, o che io debba contribuire a pagare di più la demente microfonata che ogni pomeriggio ci dice "tuttomapropriotutto", che non Milena Gabbanelli, che fa un coraggioso ed impegnativo lavoro di giornalismo d'inchiesta. Gli occhioni sbattenti di Giletti, quello che "mamma perchè mi hai fatto così bello", non rientrano nei miei interessi.

In alternativa alla trasformazione in pay-tv, vogliamo la possibilità di abbonarci solo ad una o più reti di nostra scelta. Col digitale terrestre, questo è tecnicamente possibile. A me basta e avanza RaiTre e RaiNews24. Ma ecco le vergognose cifre che sono emerse finora (lelenco è largamente incompleto, perchè sarebbe utile anche sarebbe quanto paghiamo, per ogni puntata, per le comparsate di onnipresenti, sedicenti "opinionisti" alla Lori Del Santo o alla Alba Parietti):
Espresso L'alto dirigente della Rai fa l'occhietto furbo. "Emanuele Filiberto fa un'audience pazzesca, ma l'azienda oggi preferisce non stipulare contratti lunghi e onerosi. Il principe lo paghiamo ad apparizione: non buttiamo i soldi noialtri. Quanto gli diamo? Circa 20 mila euro a botta. Lordi, però". Ventimila sono tanti o pochi per una serata su RaiUno? L'aristocratico di casa Savoia, piaccia o no, è da un annetto un Re Mida degli ascolti, e anche se in una serata guadagna quanto un operaio della Fiat in un anno intero, qualcuno a viale Mazzini pensa che se li meriti tutti. "È il mercato tv, bellezza", ti senti rispondere.

In effetti in Italia il duopolio e la grande generosità del concorrente costringono l'azienda di Stato a pompare da tempo gli stipendi di dirigenti, conduttori, show-man e giornalisti. Nel mondo catodico non c'è crisi che tenga, le buste paga sono sempre in rialzo. Come le polemiche, ormai all'ordine del giorno. Il caso del contratto di Santoro, con stipendio da 700 mila euro lordi l'anno e conseguente liquidazione milionaria, ha scatenato una tempesta culminata con gli strali del ministro Roberto Calderoli. Il leghista pretende che gli stipendi d'oro di viale Mazzini siano sforbiciati. Non dice, però, quali. Lo scorso dicembre Renato Brunetta annunciò che i compensi di giornalisti e conduttori si sarebbero dovuti inserire  "nei titoli di testa e di coda", e da allora tutti chiedono maggiore trasparenza.

Santoro01 In attesa che il governo e l'azienda pubblicizzino i dati, "l'Espresso" ha ottenuto dai piani alti di viale Mazzini parte degli stipendi dei divi Rai. Sono le cifre segretissime dei contratti 2009-2010, dati che a volte sommano un fisso alle cosiddette indennità di funzione, stipendioni che - va detto - vanno divisi per il numero delle puntate e che sono legati (si spera) al ritorno pubblicitario del nome.

Partiamo dai dirigenti. Il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale Mauro Masi hanno dichiarato di guadagnare, rispettivamente, 448 mila e 715 mila euro l'anno. Sappiamo che i sette consiglieri del cda prendono 98 mila a testa. Tra i vicedirettori quello meglio piazzato è Giancarlo Leone, che guadagna circa 470 mila euro l'anno, mentre l'astro nascente Lorenza Lei tocca solo i 350 mila, esattamente quanto il collega amato da Bossi Antonio Marano. Gianfranco Comanducci, amico storico di Cesare Previti e vicino al Pdl, prende circa 440 mila euro. Nel 2002 la sua retribuzione era di "soli" 235 mila euro. Tra incrementi retributivi, scatti di carriera, promozioni e gratifiche lo stipendio oggi è quasi raddoppiato.

Un altro che non si può lamentare è il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce, che viaggia sui 400 mila euro l'anno, mentre il direttore di RaiUno Mauro Mazza, designato da Gianfranco Fini, prende 300 mila euro. Pure il giovane Marco Simeon, neo capo delle relazioni istituzionali, a fine mese può sorridere: il suo contratto tocca i 190 mila euro lordi. Sorprende, invece, che Claudio Cappon, l'ex direttore generale voluto da Romano Prodi, continui a percepire circa 600 mila euro senza avere - in pratica - alcun incarico di peso. "Io ho un contratto a tempo indeterminato. La Rai avrebbe due possibilità", spiega Cappon, "potrebbe liquidarmi dandomi i soldi che mi spettano o assegnarmi la direzione di una controllata. Per ora non ha fatto nulla, e il rischio di un contenzioso è alto". Come fa un'azienda pubblica a pagare 600 mila euro un manager a vuoto, è un mistero.

Gabanelli-milena Qualcuno, per un ruolo impegnativo, prende molto meno. "È vero, guadagno 150 mila euro l'anno, a volte 180, dipende dal numero delle puntate. E mi sembrano più che sufficienti, sono soddisfatta così": Milena Gabanelli porta a casa con il suo "Report" ascolti a doppia cifra, ed è la giornalista meno pagata della lista de "L'espresso". Meno ricca, per esempio, di Monica Setta, l'eroina di "Il fatto del giorno", in onda ogni pomeriggio su RaiDue, che prende 200 mila euro.

Tra gli uomini, Giovanni Minoli, ex direttore di RaiEducational e oggi capo della struttura che si occuperà della programmazione in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, ha uno stipendio che arriva, tra fisso e indennità, a 550 mila euro. Il numero di puntate che conduce e di cui è autore supera le 200 l'anno. Bruno Vespa, che è esterno, prende invece più del doppio: 1,2 milioni, mentre "Ballarò" porta nelle tasche di Giovanni Floris 450 mila euro l'anno. Anche il conduttore in forza a RaiTre uscendo dall'azienda oggi guadagna più di prima, assumendosi come contropartita, dicono i suoi, "i rischi insiti in una collaborazione a tempo". Il contratto di Minzolini non è nella lista, ma una fonte autorevole giura che è simile a quello di Gianni Riotta, "forse qualcosa di più". Riotta nel 2007 prendeva un fisso da 560 mila euro, con bonus che potevano far lievitare la busta paga fino a 610 mila. Chissà cosa ne pensa Lamberto Sposini, ex vice di Enrico Mentana al Tg5, che oggi come conduttore di "La vita in diretta" ha un contratto da circa 250 mila euro l'anno.

Veniamo alle star dell'intrattenimento. Il monte stipendi Rai supera di poco il miliardo di euro, e un decimo finisce nei conti correnti dei contrattisti esterni: alcuni vip vengono pagati attraverso i cosiddetti accordi di volume tra la Rai e altre società come Magnolia ed Endemol. Una delle dive più pagate è Antonella Clerici: il contratto in scadenza era di circa 1,5 milioni, cachet che comprendeva anche la conduzione del Festival di Sanremo. Il nuovo accordo, pare, sarà ritoccato al rialzo. Il suo successore all'Ariston dovrebbe essere Carlo Conti, che oggi guadagna 1,3 milioni l'anno. "Un affare", chiosano da viale Mazzini, "vista la mole di serate che dirige". Conti è l'uomo-ovunque: fa "L'eredità" tutti i santi pomeriggi, "I migliori anni" il venerdì sera, da un po' "Voglia di aria fresca", per non contare le serate Rai in cui gioca a fare l'ospite.

Vespa La famiglia Angela ha invece un profilo diverso, come diverse sono le buste paga di padre e figlio: insieme costano poco più di un milione di euro, ma 750 mila sono per Piero, solo 300 mila appannaggio di Alberto. Se tutti sanno che Fabio Fazio sfiora i 2 milioni l'anno per il suo "Che tempo che fa", seguito dai 700 mila di Serena Dandini impegnata a difendere le serate (sempre su RaiTre) di "Parla con me", nessuno sa che Pupo ha strappato un contratto da 400 mila euro l'anno, di poco inferiore a quello firmato da Max Giusti: il comico che conduce dal 2008 "Affari tuoi" ed è ora in onda con "Stasera è la tua sera" prende circa mezzo milione.

Massimo Giletti, eroe settimanale dell'Arena di "Domenica In" e giurato in "Ciak...si canta", guadagna invece 350 mila euro l'anno, 50 mila in più dell'ex zarina dell'azienda Alda D'Eusanio, in onda sempre la domenica ma su RaiDue. Molto meno guadagna la show girl che ha sostituito con grandi polemiche la Clerici alla "Prova del cuoco": la giovane Elisa Isoardi da Cuneo, classe 1982, prende per spiegare ricette e ospitate varie 180 mila euro tondi tondi. Non male, visto che il più anziano Osvaldo Bevilacqua, dal 1977 al timone di "Sereno variabile", può contare su 250 mila euro l'anno. Guarda tutti dall'alto in basso l'immenso Pippo Baudo: il mito resiste anche nel cachet, visto che i 900 mila euro l'anno sono riservati davvero a pochi.

Setta-monicaAvete fatto i conticini? io si: nell'articolo sono citate le retribuzioni di solo 31 beneficiati (nomi scritti in neretto), che rapinano, tutti insieme, 18 milioni di euro all'anno. Trentasei miliardi di lire. Rapina media: 580.000 € all'anno. La meno pagata di tutte? Milena Gabbanelli, brava ma scomoda. Meno pagata persino della "senz'arte né parte" Elisa Isoardi, che conduce una faticosa e rischiosa esistenza parlandoci della parlandoci di coda alla vaccinara e di carciofi alla giudea.

La demenziale Monica Setta pagata 200.000 € all'anno, per dire sciocchezze per le quali dovrebbe diventare una stella fissa di Blob. Ora basta. Col "monte salari" di questi 31 (ma in RAI ce ne sono, imboscati dappertutto, a centinaia), si potrebbero mantenere 1500 lavoratori della generazione degli 800 euro. E' giunto il momento di dire basta a questo stato di cose. Con le buone, o con le cattive. Io intanto mi iscriverò ad un corso di lavoro a maglia. Voglio diventare un bravo tricoteur, e sedermi in piazza, ad aspettare che venga eretta la ghigliottina. Sarò in prima fila.

...l'abbonato RAI  ha sempre un posto in prima fila...
............a prenderla nel didietro però................

lunedì 7 giugno 2010

Se siamo arrivati a questo punto, c'è qualcosa che non funziona!

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.
Quando una persona tratta un suo simile a mò di animale, be allora siamo su una strada che non ha nessuna via di ritorno!
Il bello è che questo pseudodatore di lavoro, voleva anche avere ragione(PENSAVA CHE UN RISARCIMENTO DATO AL DIPENDENTE FOSSE PIU' CHE SUFFICIENTE)!!!!!
MA in quale mondo viviamo??




CASSAZIONE: LEGA OPERAIO AL TORNIO, CONDANNATO DATORE LAVORO DOPPIO RISARCIMENTO, CIVILE E PENALE, PER IL DIPENDENTE (ANSA) - ROMA, 7 GIU - Confermata, dalla Cassazione, la condanna per violenza privata nei confronti di un datore di lavoro - titolare di una tipografia - che aveva legato un operaio mettendogli una pellicola di plastica al collo «a guisa di cappio» costringendolo così a rimanere sul posto di lavoro «per controllare il regolare funzionamento di un tornio». Senza successo l'imprenditore Luciano L. ha contestato la condanna emessa a suo carico nel maggio 2009 dalla Corte di appello di Torino. I supremi giudici - sentenza 21245 - hanno bocciato il suo reclamo convalidando la pronuncia di colpevolezza emessa anche in primo grado dal Tribunale di Novara. Inutilmente Luciano L. ha cercato di contestare la condanna a pagare al dipendente il risarcimento dei danni 'moralì patiti con quel comportamento vessatorio. Secondo il datore l'operaio doveva accontentarsi del risarcimento dei danni liquidato nella causa civile dal giudice del lavoro. Ma la Suprema Corte ha sottolineato che in questi casi il datore di lavoro paga per la sua responsabilità di datore e poi, nel caso - come questo - in cui sia proprio l'imprenditore titolare dell'azienda a commettere aggressioni, ne deve rispondere, penalmente, anche come imputato.

domenica 6 giugno 2010

Quando il lavoro diventa un piacere da chiedere al politico di turno!

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.

Succede spesso in questo paese, che se vuoi avere un lavoro  ben remunerato ,fisso,magari molto facile da eseguire, allora ti devi rivolgere al potente di turno.
Questo vale a mio modesto avviso, sia per il pubblico che per il privato!
Qui da noi, la Meritocrazia, è una parola che resta solo come descrizione nei dizionari, di una cosa che in realtà non esiste!
Perchè dico queso?
Perchè dovunque ci si gira, qualunque cosa si voglia fare, si ha bisogno di una "spinta", senza la quale sei si molro bravo, ma alla fine :Le faremo sapere!
Cosa che non accade mai, se non si conosce qualcuno, se non si è figlio di, se qualcuno non ha messo una buona parola per te!
Perchè accade?
Semplicemente perchè, questo paese è figlia di antichi detti tali per cui,i posti di potere, i meglio retribuiti, sono appanaggio di gente che appartiene all'elitè!
Vi pare giusto tutto questo?
No, lo è!
LA classe politica ha imparato a creare consenso, attraverso questo tipo di cose!
Il popolo Italiano non ha ancora capito che, le cose che in questo paese sono dovute ai  cittadini, lo sono in ragione della professionalità di ognuno di noi, e non perchè qualcuno finge di farci un piacere, che sarà poi riccambiato con il voto.
Spero tanto che prima o poi, si abbia un'inversione di tendenza, e che la gente finalmente capisca che, ciò che il potente di turno ci spaccia per piacere personale, è solo ciò che ci è dovuto!


Pensieri operai!

venerdì 4 giugno 2010

Mentre i geni del Governo smembrano Ispesl!!!!!

Non è ricco chi ha una montagna di soldi,bensì chi ha il neccessario per vivere!

Signori ecco a voi il paese dove chi cerca onestamente di guadagnare un pezzo di pane MUORE,mentre chi cerca di togliere di mezzo qualunque ente che si addopera per la sicurezza sul lavoro,vive alla grande! 
Un operaio, per un misero stipendio rischi la vita, mentre un miserabile che non ha mai fatto nulla nella sua vita, vive e guadagna un scacco di soldi, e perlopiù, pretende anche di insegnare a noialtri come vivere, con pocchi soldi, come fare a meno della sicurezza sul lavoro, come dirci contenti che abbiamo la CIG!
Vergogna,razza di ipocriti che non siete altro!

 UDINE (4 giugno) - Un operaio albanese di 33 anni, Tuca Nuri, residente a Cervignano del Friuli (Udine), è morto oggi in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile di Majano (Udine), senza che ci fossero testimoni.

L'uomo - a quanto si è saputo - stava eseguendo alcuni lavori di ampliamento della scuola materna comunale per conto di una ditta di Villa Vicentina (Udine). Verso le 16.30, si trovava su un'impalcatura dalla quale, per motivi in corso di accertamento, è precipitato. Il tonfo è stato udito dai colleghi dell'operaio, che hanno dato l'allarme, ma per l'uomo non c'era più nulla da fare.

Sono in corso indagini da parte dei carabinieri di Majano e degli ispettori dell'Azienda sanitaria del Medio Friuli.

giovedì 3 giugno 2010

IL GOVERNO DELL'AMORE, E L'OPPOSIZIONE INNAMORATA!!!!!!

Non è ricco chi ha una montagna di soldi,bensì chi ha il neccessario per vivere!

Internet e libertà di stampa in Italia: come in Cina e in Birmania?! - Manuela P.

(COPIATO DA FACEBOOK)LINK DI ANNA FALCONE 

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet;
la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della"Casta".

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!

In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

venerdì 28 maggio 2010

Una mattina mi sono alzato per andare al lavoro e sono morto!

Non è ricco chi ha una montagna di soldi,bensì chi ha il neccessario per vivere!

Lettera di un padre di famiglia da lassù!!!



Ieri mattina mi sono alzato, ho infilato di corsa le scarpe da lavoro, ho fatto una colazione veloce e sono passato a salutare i miei due bimbi, Simone e Carlotta, rispettivamente di 7 e 9 anni. Un altro giorno in cantiere, il lavoro è duro, la paga di 1400 euro però mi è sufficiente per le vicissitudini mensili. Mia moglie dice che è tutta colpa di Eva, mangiò la mela e condannò l’umanità a dolori e sofferenze.
Prendo l’autobus che passa a circa cinquecento metri da casa, alle 6.30 e lo stesso al ritorno verso le 16.30. Vado a lavoro e so che tornerò con la consapevolezza di aver fatto il necessario per la mia famiglia, tornerò a casa felice e fiero.
Ricordo la mattina di ieri un po’ confuso. Ricordo bene il viso colmo di sonno delle mie due gioie, quello di mia moglie e la coda frenetica del mio cane. In cantiere ho salutato i miei colleghi, mi sono rimboccato le maniche e via a sgobbare.
I miei ricordi si fermano in un preciso momento; eravamo in tre, abbiamo assicurato una lunga corda intorno ad una tonnellata di tondini di ferro. Il braccio della gru su un paesaggio di nuvole si avvicinava. Il moschettone dondolava nel cielo; Carmine ridendo lo afferrò in modo buffo, come se quella fosse una liana dalla quale potesse per un attimo librarsi in volo. Il moschettone e la corda furono agganciati, io ridevo ancora per il gesto ridicolo di Carmine. Io ero l’unico che rideva. La gru tirò il carico; si sollevò rapidamente. Mi accorsi tardi che qualcosa era andato storto, solo quando vidi i miei colleghi che accorrevano verso il mio corpo che ahimè ormai aveva lasciato libera la sua anima.

Si caro Augias! Una mattina mi sono alzato per andare a lavoro e sono morto. I funerali sono forse stati più tristi della morte stessa. Un gruppetto di persone che dice addio ad un padre, uomo di 36 anni, morto per 1400 euro al mese. Morto per essere andato a lavoro.
Ma tutto ciò non mi preoccupa, va bene così, è andata e non si torna indietro.
Quassù ho incontrato dei ragazzi che sono morti anche loro svolgendo il loro lavoro, consapevoli però, a differenza mia, del rischio intrinseco, rischio economicamente ripagato. Erano felici a differenza mia, erano in terra morti come eroi, avevano avuto addirittura il funerale di stato con tanto di parata e di spari nel cielo.
Allora dov’è la differenza? La mia inconsapevolezza e la mia povertà, nello svolgere un lavoro che mi ha condotto alla morte, dovrebbero darmi il diritto se non addirittura la precedenza al tricolore sulla bara, il diritto di vedere mia moglie ed i miei figli ringraziati dalle massime autorità di quello stato che lascia inerme i suoi lavoratori morire sotto una tonnellata di ferro.
La differenza in realtà io la conosco, quassù l’ipocrisia non esiste, è la politica; la morte di un lavoratore non scuote gli animi, ma la morte di un soldato si, dà e toglie voti, bisogna gestirla nel modo migliore.
Giorgio

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